CucinAtipica

CUCINATIPICA

cucinAtipica Osteria Creativa nasce da una grande scommessa: proporre e fare apprezzare alla clientela di una grande città come Roma i sapori e i profumi tipici della campagna umbra. Il forno a legna e il caminetto a vista, si sposano ad un’atmosfera elegante ma non formale, caratterizzata da ampi spazi e musica d’atmosfera, conditi da un pizzico di Mediterraneo, per il quale ringraziamo l’esperienza e la bravura del nostro Chef. In sala sarete accolti da Luciano, che con la sua simpatia e la sua professionalità saprà indirizzarvi alla scoperta del nostro menu.

Luciano Bracciantini - cucinAtipica

CUCINATIPICA

Come è nata l’idea di cucinAtipica?

L’idea nasce dalla passione. La nostra storia inizia in Umbria, in un piccolo paese dell’orvietano. Dopo qualche anno, la scelta di venire a Roma, una città nella quale poter proporre una cucina diversa. Atipica, appunto. Semplice, ma proposta in modo originale e creativo, utilizzando prodotti genuini, andando ad acquistare le eccellenze nel loro territorio di produzione per ottenere la massima qualità, privilegiando le colti vazioni biologiche e biodinamiche.

Quali sono le caratteristiche della cucina biodinamica? Perché questa scelta?

Cerchiamo di basare la nostra cucina, per quanto possibile, su prodotti anche di agricoltura biodinamica, ritenuta ancora più in sintonia con la natura rispetto all’agricoltura biologica. Oltre ad alcuni principi in comune, infatti, come il divieto di utilizzare fertilizzanti e pesticidi di origine chimica, se ne differenzia per l’uso di preparati particolari a base di erbe e minerali e perché segue i cicli lunari, sia per la semina che nei lavori dei campi. Il principio base, che ci ha affascinato e ci ha fatto avvicinare a questa realtà, è che la fattoria è un organismo a sé stante, in cui tutti gli abitanti sono elementi autonomi ma interconnessi, posti in relazione tra loro da rapporti che ne permettono la sopravvivenza reciproca.

Quali sono i piatti e i prodotti che la rappresentano maggiormente?

Indubbiamente quelli della cucina della nostra terra. Quindi olio extravergine d’oliva umbro DOP, pane e pasta che produciamo giornalmente, prodotti dell’orto, carni da allevamenti selezionati, prosciutti e salumi lavorati in modo genuino, senza conservanti.

Per i suoi clienti, quale piatto consiglierebbe sempre di assaggiare?

Un primo piatto, gli umbrichelli: una caratteristica pasta lunga umbra lavorata esclusivamente a mano, a base di sola farina e acqua. La faraona alla ghiotta, spennellata durante la cottura davanti al fuoco del camino, con il tipico intingolo umbro raccolto nella leccarda (la “ghiotta”), per non farla disperdere. Infine il tiramisù, preparato al tavolo con savoiardi e crema al mascarpone entrambi di nostra produzione.

In tre parole come descriverebbe il suo ristorante?

Atipico, coinvolgente, di qualità.